La cupola di Foster ed il concetto di restauro in architettura
a cura di Silvio Gorelli 15/10/2001
Già in precedenza ci eravamo, marginalmente, occupati della nuova cupola del Reichstang(1) opera di Norman Foster. All'architetto inglese, uno dei più celebrati del nostro tempo, sono stati rimproverati nel 1999 ben 45 errori di progettazione e costruzione. Si va dalla mancanza di poltrone sufficienti per accogliere tutti i 659 deputati del Bundestang, alle eccessive vibrazioni delle tribune per gli ospiti nella sala primaria.
Dalle celebrazioni che accompagnarono l'apertura del nuovo Reichstang , nell'aprile del 1998, si è passati alla contestazione aperta , tanto che la BBB ( Società Immobiliare Berlinese che gestisce la ricostruzione della città) ha creduto opportuno bloccare il pagamento di una parte della sua parcella congelando circa 4,5 miliardi di lire. Dopo il primo momento di celebrazione ecco che affiorano dubbi e perplessità. Dubbi e perplessità che non investono soltanto elementi di dettaglio come quelli citati, ma che riguardano e mettono in discussione l'intera concezione progettuale.
C'è chi ha definito la cupola un vero e proprio uovo, che ben si abbina con il disegno della nuova Aquila Federale.
Disegno che ha suscitato l'orrore di E. Arosio che sull'Espresso si è domandato "… come un popolo da sempre così convinto del proprio primato di civiltà abbia potuto partorire un simbolo graficamente così mediocre e così maldestro".
Alcuni hanno, addirittura, voluto vedere nelle scelte fatte, progettuali e del progettista, il tentativo storico-politico, da parte del popolo tedesco, di farsi perdonare drammi ancora troppo vicini e vivi nella memoria collettiva del genere umano.
Sta di fatto che la cupola che costituisce l'anima dell'intervento, pur con i suoi 40 m di diametro e 23,5 m di altezza
con un peso di 1200 t., si configura , forse a causa dell'abbondanza del vetro e dell'acciaio utilizzati, con una
immagine eterea in contrapposizione della parte bassa dalla solidità ottocentesca
L'insieme appare poco coerente, frutto di due concezioni architettoniche inconciliabili.
Se non fosse per il delirio dimensionale , frutto di ben altri deliri, sarebbe da preferirgli l'immagine della "Grande Sala"(2) progettata dall'architetto nazista Albert Speer nel 1939 ,in occasione della formulazione del piano che avrebbe dovuto stravolgere l'immagine della capitale del Reich.
Certo è che la nuova cupola del Reichstang pone indubbi interrogativi che investono, oltre che la filosofia progettuale, anche quella più specifica del recupero di un complesso architettonico tanto significativo dal punto di vista storico e del artistico in generale.
E' forse giunto il momento di chiedersi perché sia possibile in campo architettonico una filosofia del restauro che sarebbe improponibile in altri settori artistici.
Quale restauratore oggi in campo pittorico potrebbe, ad esempio, utilizzare gli stessi criteri che molti architetti utilizzano quando sono chiamati al recupero di manufatti architettonici?
Mentre il restauratore di un'opera scultorea o pittorica volge la sua opera finalizzandola alla leggibilità al ripristino ed alla mera conservazione nel tempo , in campo architettonico il restauro praticamente non esiste ed è stato sostituito ormai da concetti più vaghi come quello del recupero e del riuso.
Non è casuale che l'intervento di Foster abbia comportato la demolizione di circa un terzo del Parlamento preesistente.
E' consuetudine oggi assistere ad interventi, che partendo da esigenze di restauro di antichi edifici , finiscano per
per dare origine ad edifici completamente diversi da quelli che si sarebbe dovuto salvare.
Aberrazione fra le aberrazioni , a volte si "conserva" la forma alterando la funzione.
E questo alla faccia della vecchia norma progettuale tanto invocata dai padri del razionalismo che " la forma deve seguire la funzione". Nei fatti la forma viene spesso violentata dalla funzione, quasi sempre museale, per cui si assiste spesso a stazioni ferroviarie o ad ex complessi produttivi che diventano strutture espositive od altre cose.
E' questo il caso ad esempio della recente Tate Modern che ha visto il riutilizzo di una ex centrale elettrica e che ospita attualmente le collezioni internazionali del '900 di proprietà della Tate Gallery.
Alla realizzazione di questo edificio dedicheremo presto un apposito articolo

Note

(1) Il Reichstang, Palazzo del Parlamento tedesco, sorge a pochi passi dalla porta di Brandeburgo.
La sua costruzione risale alla fine dell'ottocento. Negli anni 1871 e 1872 fu espletato un primo concorso di
progettazione vinto da L. Bohnstedt e G. G. Scott. Difficoltà successive impedirono che venisse realizzato il progetto vincitore ; per questo nel 1882 venne indetto un secondo concorso di progettazione che vide vincitore il progetto dell'architetto tedesco Paul Wallot. L'edificio, in stile neorinascimentale, venne edificato tra il 1884 ed il 1894.
Inaugurato il 5 dicembre del 1894 da Guglielmo II , vide l'ultimazione delle decorazioni interne solo nei primi
anni del novecento.
Nel corso della storia fu teatro di molte vicende, dalla proclamazione della Repubblica socialdemocratica nel 1919 , all'incendio del 1933 che coincise con la presa al potere di A. Hitler.
Durante il secondo conflitto mondiale subì gravi danni, tanto che i resti della sua cupola originari vennero
distrutti nel 1954.
Nel 1992 è stato indetto un concorso internazionale per il suo restauro, concorso che ha visto come vincitore l'architetto inglese Sir Norman. Foster. I lavori iniziati nel 1995 sono stati ultimati nel 1999. Il costo dei lavori è ammontato a 600 milioni di marchi.

( 2) La " Grande Sala" o Volkhalle ( La sala del popolo) era un grandioso edificio che doveva sorgere all'incrocio di due grandiosi assi viari ,progettati per attraversare Berlino e collegare , più agevolmente, la città
all'autostrada del Reich. Su questo novello cardo e decumano, sarebbero stati eretti
edifici significativi tra cui appunto la più grandiosa opera dell'architettura nazista : la grande sala della nazione tedesca. Nelle sue memorie l'architetto Speer, chiamato da Hitler a concretizzare un suo sogno,
ci fornisce dati di questa costruzione mai realizzata.
Doveva sorgere all'estremità nord, nei pressi del Reichstang, e svilupparsi su di una superficie di circa 38.000 metri quadrati. Questa enorme sala per riunioni avrebbe dovuto essere sormontata da una cupola di 250 metri di diametro ed ospitare fino a 150.000 persone in piedi.
Sempre sul diario di Speer si legge:" Hitler volle spiegarmi che la grandezza delle aule per le riunioni doveva essere calcolata in misura proporzionale a quella delle analoghe costruzioni medievali.
Ad esempio: il duomo di Ulma ha una superficie di 2500 metri quadrati; quando, nel XIV secolo, ne fu iniziata la costruzione, a Ulma, abitavano solo 15000 persone, vecchi e bambini compresi. Non avrebbero mai potuto, quindi, riempire l'ambiente. Al confronto, per una città di milioni di abitanti come Berlino, un'aula capace di 150.000 persone può, semmai, considerarsi piccola."


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